1510-1519

Annali di Portogruaro 1510 – 1519

1511

In conseguenza del famoso Giovedì grasso, i villani di Portogruaro insorsero contro i nobili e vie imprigionarono alcuni, i quali non poterono esser liberi che per Decreto del Veneto Senato.

1511

(26 marzo) Terremoto. Epidemia di peste. Guido Zanco- profilo di storia economica di Portogruaro ed. “Il Parco”-Portogruaro

1511

(22 Settembre) Il Comune di Portogruaro riceve una Ducale, cori la quale viene lodato per il suo zelo e per la sua costante perseveranza nella solita fedeltà “difendendosi gagliardamente da le zenti inimiche (V. Ioppi – Notizie storiche di Portogruaro, pag. 11).

1511

 (14 Dicembre) La Fraterna di S. Tommaso decreta che uno de’ suoi Cappellani debba assistere gl’infermi al tempo de morbo (E. Degani – Monografie friulane, pag. 279).

1512

Pre’ Bortolo, Vicario di Mortegliano, dopo d’aver per tradimento fatto perdere la fortezza di Marano alla Signoria di Venezia, si mise a capo di un movimento popolare in Friuli contro la Serenissima. Alla testa di milizie, ossia di turbe di contadini, egli aveva disegnato d’ impadronirsi della Terra di Portogruaro. Alcuni contadini di Boldara, Daniele Toffolo, Bortolo ed altri, messisi in agguato presso le mura della Terra di Portogruaro, pigliarono il traditore e lo consegnarono a Nicolò da Pesaro, capitano delle milizie venete in Città, Pre’ Bortolo fu appeso alle forche in Piazzetta di S. Marco (E. Degani – Diocesi di Concordia ecc., pag. 485).

1512

20 Aprile: La Confraternita di S. Maria della Ceriola il 20 aprile 1512 commissionò di “dipingere la cappella della medesima confraternita ubicata nella chiesa di S. Andrea di Portogruaro… facendo un’opera bella e degna di lode”. Si tratta della Presentazione di Gesù al tempio di Giovanni Martini.  L’opera fu consegnata il l ° febbraio 1513, vigilia della festa chiamata popolarmente della Candelora, e ancora fa bella mostra di sè nell’abside del duomo di S. Andrea. (Roberto Sandron: Storia di Portogruaro 2013)

1512

(16 Giugno) Il Consiglio dei Dieci delibera che Francesco Iacopo da Portogruaro, che aveva partecipato, con parecchi Nobili del Friuli, ali’ uccisione di Antonio Savorgnan, in vendetta della strage del Giovedì grasso, abbia la facoltà di portar armi, sia in città come fuori, di giorno e di notte “pro securitate personae suae” (Amaseo – Diarii ecc., pag. 233). “Convien credere, che in seguito alla scrittura indicata sotto l’anno 1493, questo Municipio sia stato autorizzato a demolire il Castello abbruciato e rovinoso, ed a valersi di quei materiali per fabbricar le due ale, che vedonsi aggiunte alla loggia del mentovato palazzo della città, nel quale rimase preservata la seguente inscrizione: imperrocché molte altre, ch’erano poste nella facciata di quell’edificio, furono barbaramente cancellate al tempo della francese democrazia: I. I. B. Ioanne Baffo H. C. P. auctore MDXII.” “In una pietra, che, per quanto apparisce, ha servito ad uso di piedestallo di uno stendardo, posta nel muretto in fondo alla piazzetta, leggesi: MDXII Populi consilio.” “Nel piedestallo dello stendardo, già esistente nella pubblica piazza e ora conservato in questo R. Museo, leggesi la seguente iscrizione: Io: ßalbi Praetoris cura vexillum cum base marmorea restituit (A. Zambaldi – Op. c.. pagina 222).”

1513

130202_presentazione1 Febbraio: La Confraternita di S. Maria della Ceriola il 20 aprile 1512 commissionò di “dipingere la cappella della medesima confraternita ubicata nella chiesa di S. Andrea di Portogruaro… facendo un’opera bella e degna di lode”. Si tratta della Presentazione di Gesù al tempio di Giovanni Martini.  L’opera fu consegnata il l ° febbraio 1513, vigilia della festa chiamata popolarmente della Candelora, e ancora fa bella mostra di sè nell’abside del duomo di S. Andrea. (Roberto Sandron: Storia di Portogruaro 2013)

1513

“Per la rotta sofferta dall’Alviano nel vicentino dalle truppe Spagnuole e Tedesche, disperso l’esercito veneziano, la campagna restò in potere dei nemici, i quali, in questa congiuntura, ripresero Portogruaro, i cui cittadini patteggiarono la salvezza delle vite e facoltà ; essendosi obbligati, per riscattarsi dal sacco delle armi imperiali, di pagare una somma di denaro all’esercito (A. Zambaldi Op. c., pag. 222).”

1513  

(dicembre)Cattura di Bartolomeo di Mortegliano ad opera di portogruaresi e contadini di Boldara

1514 

“Dal Diploma primo Giugno di detto anno rilevasi, che il fedele Gerardo de Gerardi, cittadino di questa Terra, a persuasione del Doge Loredano, per comodo pubblico, ha liberamente lasciato il beneficio di una porta della città di Padova, dov’egli era Deputato Contestabile: laonde fu riputato degno di lode e commendazione e dal Doge fu commesso a questo Podestà di far intendere a questa Comunità, ch’egli desiderava grandemente, che voglia surrogar esso Gerardi in Luogo del Cancelliere d’allora, almeno per tre o quattro aiuti susseguenti (A. Zambaldi – Op. e., pag. 223).”

 

Note estese dal 1500 al 1509