Lug 2017 – Festival – Presentazione

Presentazione del 35° Festival Internazionale di Musica di Portogruaro

“CERCANDO AMADÈ”.

 Sono intervenuti:

Enrico Bronzi (Direttore Artistico Festival di Portogruaro)
K
etty Fogliani (Vice Sindaco Città di Portogruaro)
Paolo Pellarin (Presidente Fondazione Musicale Santa Cecilia)
Silvia Segatto (Vice Presidente Fondazione Musicale Santa Cecilia)
Antonio Bertoncello (Presidente Fondazione Santo Stefano)
31 luglio 2017

 Sala Consiliare del Palazzo Municipale di Portogruaro

“Non sono mai stato dieci anni in un posto, ma ciò che vivamente desidero è che, nel luogo in cui ho scelto di abitare, la musica diventi un fatto ordinario e quotidiano.” Queste sono le parole con le quali, lunedì 31 luglio 2017, alle ore 11.30 presso la Sala Consiliare del Palazzo Municipale di Portogruaro,  il Direttore Artistico Enrico Bronzi ha voluto dare ufficialmente inizio alla Conferenza Stampa di presentazione di  quella festa che ormai da trentacinque anni allieta l’Estate di Portogruaro e dei comuni limitrofi, ovvero il Festival Internazionale di Musica. “Mi commuove profondamente- prosegue il M° Bronzi- “constatare come, a dispetto dello scorrer del tempo, il passato ed il presente della Fondazione Musicale Santa Cecilia,  cooperino insieme per dar vita ad un progetto comune che va oltre i personalismi ed i complicati giochi di potere che, molto spesso,  stanno alla base di scelte politiche determinanti per il futuro di enti culturali come il nostro. Ci tengo a sottolineare che il mio compito sia stato solo quello di dare l’accensione iniziale a questo fuoco d’artificio che è il Festival,  tutto il resto è frutto del paziente  lavoro dello staff della Fondazione.  Ma per qual motivo parlar di Mozart? Forse semplicemente  perché, ogni due o tre anni,  la rassegna concertistica portogruarese viene dedicata allo studio della biografia di  un autore e,  dopo Beethoven e Brahms,  il terzo gradino del podio è occupato, senza dubbio da Amadeus, rimane  ora da chiedersi, però, quali sorprese possa mai riservar un compositor che, a distanza di secoli,  è ancora in vetta alle classifiche dei più amati dal grande pubblico.   Fiumi di inchiostro son stati scritti su di lui e, in tutte le narrazioni, storia e leggenda si son sempre abilmente intrecciati.  Cercare Amadè, dunque, come recita il titolo di questa edizione,  risulta alquanto arduo poiché comporta la netta distinzione tra  quel che appartiene al filone leggendario e quanto  riguarda, invece l’ambito storico.  Meglio allora spostar l’attenzion sulla discussione in merito all’arte intesa come tutto ciò che sta intorno al suono, tesi  questa, che, condivido fermamente in quanto  è nel suono stesso che il musicista ripone tutta la sua speranza. Tutto inizia da qui,  da questa curiosa e colorata paperella di gomma, che rappresenta un po’ l’emblema di questa kermesse nonché l’ultima moda della passione del kitsch mozartiano di Salisburgo città dove io insegno e che, peraltro, Mozart odiava a causa dei burrascosi rapporti con Colloredo, il vescovo principe al quale doveva, suo malgrado sottostare. Pensate che, poco tempo fa,  ho avuto la fortuna di suonare  in trio proprio in una delle case in cui Wolfgang è vissuto e, per di più,  con il violino e la viola a lui appartenuti.  Dopo l’esibizione,  son venuto a conoscenza di un curioso aneddoto:  si racconta, che la proprietaria dello strumento avesse avuto l’idea di venderlo a prezzo di mercato senza considerare minimamente il suo inestimabile valore. Da quanto ho detto poc’anzi, si può comprendere come gli appuntamenti proposti, quest’anno siano sospesi  tra mito e realtà.  Al dì là delle molteplici prospettive con le quali  possiamo interpretare la poetica mozartiana è certo che è evidente l’ assoluta impossibilità di raccontar il salisburghese in modo completo ed esaustivo.  Dissertando circa il suo genio, infatti, contrariamente a quanto accade per Ludwig van o Johannes,  ci troviam di fronte ad una figura assai poliedrica e complessa la quale riassume in sé aspetti tragici e gioiosi che non sono altro che la summa di una vastissima quantità di esperienze precedenti: dall’opera italiana, alla musica da cerimonia alle danze popolari. Il Festival si aprirà dunque il 20 agosto alle ore 21.00 al Russolo all’insegna della preghiera e della contemplazione con il “Mozart sacro” dell’ Orchestra d’Archi Italiana, fondata nel 1994 dal M° Brunello e del Coro del Friuli Venezia Giulia nato del 2001, i quali confermeranno come la musica rimanga  l’unica vera via che conduce a Dio. Questo stesso evento verrà riproposto il 21 agosto presso la Chiesa di Santa Maria Assunta di Bibione nell’ambito del “Festival Metropolitano”, un ciclo di concerti fortemente voluto dalla Fondazione di Venezia e dalla Fondazione di Comunità Santo Stefano Onlus con l’obiettivo di promuovere l’eccellenza della Fondazione Musicale Santa Cecilia in tutto il Veneto Orientale, da Concordia Sagittaria a San Donà di Piave. Siamo fermamente convinti, infatti, che un’iniziativa prestigiosa come il Festival debba giungere in tutto il territorio con le sue migliori produzioni. Il 23 agosto, una delle orchestre da camera più importanti al mondo, la Kremerata Baltica ed i pianisti Alessandro Taverna e Roberto Plano eseguiranno due dei concerti più famosi del repertorio mozartiano il KV 414 ed il KV 449.  Ed incontreremo ancora il M° Taverna la sera successiva, per un viaggio in compagnia di Eliot Lawson (violino),  Francesco Lovato (violino),  Simone Briatore (viola), Stefano Cerrato (violoncello),  Lorenzo Cossi (pianoforte) e Domenico Orlando (oboe) che ci guiderà alla scoperta del volto di Mozart in relazione al padre Leopold, grazie al quale ha potuto viaggiare e conoscere l’intera Europa, e al figlio Franz Xavier Wolfgang, buon musicista, certo, ma vissuto sempre nell’ombra a causa della, quasi prepotente, popolarità paterna. Non si può pensar a colui che vien chiamato il Timpano del Creatore senza ricordar il suo legame con Vienna città del landler austriaco, della danza tedesca e del valzer. Ecco allor che il 25 agosto nella suggestiva cornice della Villa Comunale di Portogruaro, il Radauer Ensemble e la già citata Orchestra d’Archi Italiana coinvolgeranno il pubblico nell’esultante vortice di note di Haydn, Shubert, Beethoven e Shomberg elevando la musica popolare dell’arpa e della cetra austriaca alla stessa dignità della musica colta. Il 26 agosto al Russolo Giorgia Pellarin (contrabbasso),  Giampaolo Bandini (chitarra), Simone Briatore (viola), Francesco Lovato (violino),  Filippo Gamba (pianoforte) ed il Trio di Parma (Enrico Bronzi, violoncello, Alberto Miodini, pianoforte ed Ivan Rabaglia (violino),  renderanno omaggio al modello mozartiano mostrando come molti autori contemporanei abbiano giocato con i temi delle principali opere del musicista  in primis Fernando Sor con le sue originalissime 6 arie per chitarra sola dal Flauto Magico. A quanto si sa, pochi son stati gli allievi di messer Trazom, de Mozartini, come lui stesso scherzosamente si firmava poich’egli riteneva che l’attività didattica gli impedisse di occuparsi pienamente della composizione, ma gli inni ecclesiastici di Thomas Attwood e Johann Nepomuk Hummel contribuiron notevolmente a diffonder il suo eco nelle lontane lande inglesi. Per questo, il 28 agosto il Coro Polifonico La Martinella diretto dal M° Alessandro Maurutto assieme al  Trio di Parma e con Amiram Ganz, William Colemann, Damiano Scarpa, Enrico Fagone e Bruno Volpato renderanno anche a loro il giusto tributo. Ma un cantor dell’amore come lui non può far a meno di restar colpito da una terra piena di sole e di mare come l’Italia e così il 23 gennaio 1769,  durante il suo primo viaggio nella nostra terra, precisamente a Milano,  entra in contatto con Pietro Metastasio, la principal fonte d’ispirazion di tutta l’operistica. Divien allor del tutto naturale Cantare Amadè il 3 settembre presso la sala Consiliare del Municipio di Portogruaro facendo risuonar anche le parole di uno dei maggiori esponenti del melodramma italiano. Può sembrar a questo punto incomprensibile riservar il concerto di chiusura, presso il Duomo di Sant’Andrea all’immenso universo di Johann Sebastian Bach, ma tutto si fa chiaro se si considera che, tra il 1782 ed il 1783, presso la residenza del diplomatico tedesco, Gottried van Swieten, Mozart conosce sia i manoscritti bachiani, sia quelli handeliani, rimanendone fortemente affascinato. Non bisogna dimenticare, inoltre, che quest’anno ricorre il cinquecentenario della riforma iniziata nel 1517 da Martin Lutero e, sia il monaco agostiniano, sia la tradizione post- conciliare della chiesa, molto devono alle maestose Cantate del compositor di Eisenach. Esiste infine una specie di cappa misteriosa attorno al rapporto con la massoneria, una sorta di società segreta alla quale Wolfgango Amodeo, deluso dall’ipocrisia delle gerarchie ecclesiastiche, affida i suoi sentimenti più profondi ed umani. Studiandolo a lungo ci si accorge, però, di come l’uso di certe tonalità, come ad esempio il mi bemolle maggiore, somigli molto ad un codice segreto tra confratelli. Lo stesso Flauto Magico racconta il viaggio di iniziazione d’un innamorato costretto ad affrontar una serie di prove per conquistar la sua amata.  Ci è sembrato  doveroso, quindi, il 6 settembre, al Russolo, far luce sull’oscuro mondo di “Mozart Massone”. Il 23, 26 agosto ed il 2 settembre alle ore 18.00 presso la Sala Consiliare del Palazzo Municipale,  non mancheranno le Penombre, occasioni d’incontro con relatori del calibro di Angelo Foletto, Sandro Cappelletto e Michele dall’Ongaro,  che aiuteranno a contestualizzare al meglio il pensiero musicale mozartiano ed ovviamente le Masterclass estive (dal 16 agosto al 2 settembre 2017) tenute dai docenti della Scuola di Musica, imperdibili opportunità di formazione per i giovani musicisti. Ringraziando calorosamente l’Amministrazione Comunale di Portogruaro per aver fortemente sostenuto e voluto questa iniziativa e tutti gli sponsors che hanno reso possibile la sua concreta realizzazione, vi auguriamo un buon festival nella consapevolezza che, come afferma il M° Paolo Pellarin, neopresidente della Fondazione Musicale nonché  ideatore dell’”Estate Musicale” nel lontano 1982:-  “la musica va seguita, sostenuta e partecipata!

Per informazioni consultate il sito: www.festivalportogruaro.it

 Elena Toffoletto

Assistente alle segreterie presso la Fondazione Musicale Santa Cecilia