Set 2017 – Luci serene e chiare

CONCERTO DEL LABORATORIO DI MUSICA ANTICA DELLA FONDAZIONE MUSICALE SANTA CECILIA

Anna Carlet liuto, Alessandro Perini e Alessandra Vianello chitarra barocca, Gianni Cuzzolin tiorba, Francesco Zucchetto, flauto dolce, Dario Carpanese, cembalo, Anna Tarca, Laura Pilon, Clara Spetti, soprani, Giovanni Frasson tenore Federico Monti basso.

Walter Testolin, direttore

 Sotto l’ombra d’una croce, colei che “la figurazion delle cose invisibili”  messer Leonardo Da Vinci nomava,   il silenzio riempie,  mentr’ il ciel  di chiari e  sereni lumi s’illumina sì ch’il cuor s’incendia così com’ infuoca Amore. Alcun dolor per’ io non provo, ma sol diletto, rimembrando i bei legami che stamm’intorno affinch’io sempr’ami quel viso adorno e quella man ch’a me si stringe per caro modo ch’avvint’ io godo. Cortese cavalier è Amor che cangia baci per versi e un libro con un labro, mentre lesto il pensier corre alla sorellina d’amor mia picchenina, pura colomba della casa orsina, cusì puramente fantolina, che co quel caro visetto inzucherà, l’ha el ciel de so ziogheti inanmorà. Par proprio una fresca rosa che ridente sta, nascosta tra i bei smeraldi della siepe ombrosa e d’estivi caldi timor davver non ha. Punge ancor e con dolore Lidia, spina del  mio core, mentr’ una  si bella e bianca mano va scorrendo a la ferita con le perle delle dita! Ed io tosto or mi chiedo, a che pro s’à tal socorso s’i mi sento in un momento d’altro verme il petto morso. Altro da far ormai non resta che sfogar con le stelle il mio inferno d’amore. Belle immagin  son lor dell’idol mio ch’adoro e sì com’ a me mostran la sua rara beltate, così a lei i vivi ardori miei. Dolci miei sospiri, dolci miei martiri, dolce mio desio, e voi dolci canti, voi dolci pianti rimanet’a Dio. E se mai soletta, suoi pensier diletta per solingo loco, ditele del mio fuoco. Del mio fuoco a lei dit’anche s’un mattin la vedeste soggiornar tutt’adorna festeggiando in gioco. Or dunque dolcissimo sospiro ch’esci da quella bocca ove d’amor ogni dolcezza fiocca, il mio tormento vien tu a raddolcir! Ah, quanto folle ed infelice son io,  che ridico il mio martire ad un sospiro errante che forse vola in sen ad altro amante! E così, un giorno mi risolsi infin ad affidar poche note a questa carta,  a questa carta in cui, sotto forma d’inchiostro, il cor stillai. E a quelle chiome mi rivolsi, a quei cari miei laci d’oro che l’anima mia legaron e com’oro la compraron. Fu in quei ricchissimi capelli ch’il suo labirinto amor intesse, si ch’ or l’anima mia ond’uscir più non sa, ed io prigionier rimarrò fra i morti rami di quel pretioso bosco. Or ti priego amorosa carta, nuntia a lei i vivi affetti miei, chi sa che tu non gionga dal suo felice loco, per sentier di neve a un cor di foco! Pastorelli vezzosi, sol voi con me siete rimasti a mirar l’aure gradite! Mirate dunque i prati pieni di fiori odorati ch’al suo vago apparir rìdon festosi! Su, su augelletti canori, sciogliete, al canto le voci amate,  mentre quella damigella versa, versa quel bel vino, pregando e ogn’or  sperando che cada la rugiada distillata di rubino. Damigella tutta bella, di quel vin tu non mi sazi, fa che cada la rugiada distillata di topazi. Spento infatti io non sento il furor de gli ardor miei, men cocenti, meno ardenti son ohimé gli incendi etnei! Nova fiamma più m’infiamma, arde il cor foco novello, se mia vita non s’aita, ah ch’io veggo un Mongibello! Ma più fresca ognor cresca dentro me siffatta arsura. Consumarmi e disfarmi per tal modo ho per ventura!

Sabato 9 settembre 2017, nell’intimità della piccola chiesa di San Luigi a Portogruaro, il nostro caro Amadè, ben volentieri ha  lasciato  spazio ad alcuni suoi illustri predecessori come Claudio Monteverdi, Biagio Marini, Jacob Van Eyck, Andrea Falconieri, Girolamo Frescobaldi, Giulio Caccini e Hieronymus Kapsberger, cosicchè gli strumentisti ed i cantori del Laboratorio di Musica Antica della Fondazione Musicale Santa Cecilia, ovvero Anna Carlet liuto, Alessandro Perini e Alessandra Vianello chitarra barocca, Gianni Cuzzolin tiorba, Francesco Zucchetto, flauto dolce, Dario Carpanese, cembalo, Anna Tarca, Laura Pilon, Clara Spetti, soprani, Giovanni Frasson tenore e Federico Monti basso, sotto la direzione del M° Walter Testolin,  possono omaggiare società che canta, suona,  danza e sa comporre versi d’amor.  Ecco allora che Luci serene e chiare diviene un delicato gioiello donatoci dalla ricca e festosa età seicentesca che ha lasciato testimonianze d’inestimabile valore soprattutto per chi, come noi, è consapevole dell’ importanza della Storia della Musica per il nostro Paese.

Sabato 9 settembre ore 18.00,  

Chiesa di San Luigi- Portogruaro

Elena Toffoletto